francesco diotallevi

Tra Goldrake e Bisanzio: l’arte dell’ironia

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Il prossimo appuntamento delle “SERATE CON L’AUTORE” organizzate all’interno della manifestazione ART H8TEL 2015 avrà come protagonisti l’ironia e il sarcasmo delle tele di Francesco Diotallevi, una artista a tutto tondo la cui filosofia è capace di scavare nelle piege della società contemporanea attraverso la sagace materialità di forme e colori.

Martedì 18 agosto, alle ore 21.30, l’Hotel Prestige (via Via Ammiraglio Cappellini, 94) ospita dunque, il settimo della serie di appuntamenti con l’arte contemporanea che vedrà la presentazione delle opere di Francesco Diotallevi, esposte proprio all’Hotel Prestige fino al 13 settembre prossimo nell’ambito dell’iniziativa ART H8TEL, accompagnando gli ospiti in un percorso alla scoperta delle sue tecniche artistiche e, soprattutto, del suo intrigante punto di vista sul mondo.

Paola Gennari, curatrice di ART H8TEL e della serata, così si esprime a proposito del lavoro di questo artista: <La sua ricerca va all’origine dei segni primitivi dell’uomo, dove è la parola che emerge: il messaggio è così messo in evidenza. Il colore e le linee devono tradurre un senso di purezza e di semplicità; è steso in modo uniforme volutamente privo di sfumature e i toni scelti sono rassicuranti. Per tutte queste caratteristiche, i quadri di Diotallevi diventano di facile comprensione per tutti: il significato delle sue opere arriva subito all’interlocutore con un lato inizialmente ironico (bene) ed uno grottesco (male). I rimandi ad una profonda cultura artistca, comunque non mancano. Nei quadri, “Autoritratto con Goldrake” e “Autoritratto con Zorro” lo sfondo è stato dipinto di color oro a ricordo della classica iconografia ravennate, in cui lo splendore delle figure immerse nel fondo aureo, conferisce all’intera rappresentazione una consistenza ultraterrena, mescolando, in questo modo, sacro e profano. Questo effetto di luce dorata, è fortemente voluto dall’artista, che cattura l’attenzione del visitatore obbligandolo a guardare un “film” apparentemente a lieto fine, che, invece, nasconderà un imprevisto, tragico finale. In entrambi i quadri l’artista, si rappresenta come “l’uomo comune” accanto a diversi Supereroi, buoni, forti e sempre in procinto di salvare l’umanità. Ma, in questi due quadri succede qualcosa di strano: è l’uomo comune che tiene per mano i Supereroi. Cosa sta succedendo? Perché i supereroi si comportano così? Si trovano a vivere in una società a loro completamente sconosciuta, dove il male si è così radicato nell’intricato e complesso tessuto, che solo con l’aiuto di un semplice mortale possono riconoscerlo e poi, forse, sconfiggerlo.

Oggi, troppo spesso, il male vince sul bene e l’uomo, essendone consapevole, si lascia sopraffare dagli eventi della vita di tutti i giorni.

In queste tre opere il male è anche associato al sentimento ancestrale della paura vista nelle sue varie forme: fragilità di fronte alla malattia, debolezza del pensiero, incapacità di misurarsi con gli eventi della vita. Come possiamo salvarci da tutto ciò? La soluzione dell’artista è espressa dalla semplicità del vivere, dall’entusiasmo, ma, soprattutto, è contenuta nell’ironia. Divertirsi e saper ridere della vita è la caratteristica che distingue l’uomo dagli altri animali>.

 

APPUNTAMENTI SUCCESSIVI:

26 Agosto:

Hotel Continental (Fano)/Giovanni Ferri

 

L’ingresso alle 21.30 è libero e non occorre prenotazione.

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